Ultima modifica: 8 novembre 2016

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padiglione-scolasticoIntitolazione al nome storicamente glorioso di “GIUSEPPE GARIBALDI”

Con deliberazione del 27/5/1959 il Collegio dei Docenti, presieduto dal dott. Luigi De Francesco, proponeva all’unanimità, tramite il prefetto della provincia di Catanzaro, che la scuola media, conosciuta come scuola media di “PIAZZA GARIBALDI”, venisse intitolata al nome storicamente glorioso di “GIUSEPPE GARIBALDI”.

II Prefetto di Catanzaro, in data 26 giugno 1959 concedeva, con vivo Compiacimento, il nulla osta a che la scuola venisse intitolata al nome glorioso di una delle più prestigiose figure e più rappresentative del Risorgimento Italiano: GIUSEPPE GARIBALDI.
Il Provveditore agli Studi di Catanzaro, dott. Giovanni Liuzzi, in data 17 settembre 1959, comunicava al preside della scuola media che, con Decreto Ministeriale Pubblicato nella parte /A del Bollettino Ufficiale del Ministero, la scuola media era stata intitolata al nome di “GIUSEPPE GARIBALDI”.

Dall’anno scolastico 2009/2010 alla suddetta scuola sono state accorpate con D.M. n. 12009 del 18/8/2000 le seguenti scuole: Scuola Media “Bruzzano”; Scuola Media “ Buccarelli”.

L’istituto Comprensivo si è costituito a partire dall’a.s. 2011/2012

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Contesto socio–culturale della scuola

La sede principale dell’Istituto Comprensivo Garibaldi-Buccarelli è ubicata in un edificio di epoca fascista, nella piazza principale della città di Vibo Valentia. Costituito  da sette plessi, due di scuola dell’infanzia, due di scuola primaria (periferia della città e frazione Triparni)  e tre di scuola secondaria di I grado (uno in periferia e due Vibo centro), risulta essere uno dei complessi scolastici “storici” della città.

Il contesto territoriale in cui la scuola è inserita manifesta scarso sviluppo industriale, piccole imprese artigianali, elevato grado di disoccupazione. Nel territorio sono presenti aree di interesse culturale (archeologico e paesaggistico-ambientale)  da anni sottoposte ad un tentativo di rivalutazione e recupero. Il livello di sviluppo economico della città è scarso e caratterizzato da un alto grado di disoccupazione giovanile: nonostante un tasso di scolarità alquanto elevato, molti giovani vibonesi sono costretti a trasferirsi in altre regioni o all’estero, in cerca di un’adeguata sistemazione lavorativa.

Il territorio quindi, anche se sede di provincia, è ben lontano dal possedere quelle peculiarità di offerta culturale e di aggregazione sociale che ogni cittadino si aspetta debbano costituire punto di forza e di traino (soprattutto nei confronti dei giovani) di un ente locale rivolto al futuro.

Con la lodevole eccezione dell’Oratorio Salesiano e del Sistema Bibliotecario Vibonese, risulta inoltre povero di strutture sociali, culturali e/o ricreative che possano contribuire a fornire sufficienti stimoli educativi, ludici e ricreativi necessari all’armonico sviluppo della personalità degli adolescenti. In questo contesto la scuola diventa struttura educativa e formativa fondamentale, in quanto erogatrice di un servizio volto a colmare, con più mezzi e strategie possibili, tali pericolose mancanze.

Le famiglie riconoscono pertanto alla scuola e all’ istruzione un ruolo fondamentale nel processo educativo dei loro figli  ma non tutte sono in grado di orientare e sostenere adeguatamente il loro percorso formativo. Alcuni gruppi di studenti si esprimono prevalentemente in dialetto.

Il nostro Istituto, che ogni anno ospita alunni provenienti da tutto l’entroterra, si sta attivamente impegnando a diventare luogo elettivo di riferimento, per i giovani iscritti e per le loro famiglie, attraverso l’istituzione di percorsi culturali solidi, innovativi e al passo con i tempi. L’intento è quello di aprire le menti dei giovani, attraverso l’insegnamento delle diverse discipline, delle lingue straniere (inglese, francese, tedesco, spagnolo) e dell’informatica, ad una realtà territoriale più ampia e stimolare la loro curiosità verso culture differenti.

Gli alunni stranieri presenti nell’Istituto sono circa il 3% e generalmente risultano ben integrati nel tessuto sociale, perché nati in Italia: sono i bambini ed i ragazzi di seconda generazione.

L’aspetto estetico dei siti in cui è ubicata la scuola è dignitoso e ben collegato con i vari quartieri della città, con i paesi limitrofi e con le stazioni di partenza e di arrivo degli autobus. Va sottolineato però che gli alunni fuori-sede, per la grande maggioranza, si servono di mezzi di trasporto di proprietà dei genitori, che svolgono la loro attività lavorativa nel capoluogo o nei pressi.




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